Giorno 06

 In Botswana 2019, Diario di viaggio

La mattinata odierna è stata vissuta tra un misto di relax nella piacevole struttura del Gweta lodge e l’eccitazione di vivere, da lí a qualche ora piú tardi, un’esperienza non proprio nuova ma di certo inusuale e nel contempo curiosa, già perché come sovente accade in questo viaggio il programma del nostro tour operator è spesso impreciso e pertanto l’ordine del giorno ricevuto non può far troppo testo.

Verso le 15.00 ennesima ripartenza con il privato fuoristrada panoramico e la sempre gentile guida, questa volta „Shek“, dalla pronuncia inglese spesso complicata. Destinazione: Ntwetwe Salt Pan, un’area facente parte del Makgadikgadi Pans, il più grande complesso di saline al mondo e caratterizzato da infinite distese di sale. Si pensi che quest’area suddivisa in tre regioni, Sowa, Nxai ed appunto Ntwetwe, misura ca 12 mila km quadrati che durante la stagione secca (giugno-ottobre) si presenta a noi privilegiati, e tutto sommato rari visitatori, con un paesaggio surreale ed unico nel suo genere.

L’avvicinamento al nostro campo base, dove in seguito abbiamo capito essere tutto per noi e di un lusso inaspettato, è durato un paio d’orette di strade dissestate tra i soliti arbusti e qualche occasionale e primitiva abitazione di qualche allevatore di bestiame. Lungo il percorso una fugace visita ad un „baobab“ di 4mila anni, qualche breve „stop“ per mostrarci uccelli, alcune singolari dimore di termiti, piante caratteristiche ed in fine una piacevole visita ai dolcissimi suricati che vivono in una striscia, anch’essa infinita, di praterie color giallo oro, piante dalle splendide forme che trovi solo in Africa, asini, mucche e posta sul confine tra l’immenso territorio salino e la sabbiosa sterpaglia.

Poco prima dello strepitoso tramonto mettiamo piede sul magico suolo salato, simile a delle frittelle di carnevale che con il calpestarlo risuona come croccante e soffice, per una breve passeggiata in solitaria fino al nostro campo base munito di doppi servizi, camera comune, baretto per l’aperitivo, sala cena ed un soggiorno riscaldato da un sontuoso fuoco che ci ha preziosamente riscaldato per tutta la sera.

All’imbrunire la nostra guida, ed in seguito pure i due aiutanti cuochi che nel frattempo erano andati a far legna, sono diventati praticamente invisibili giacché il colore dei loro volti ed indumenti combaciavano perfettamente alla tonalità della notte … e la sensazione di essere tutti soli in mezzo al nulla s’è acutizzata al punto d’introdurci in un intimo clima famigliare, che solo la vacanza ti dona, e che ci ha regalato piacevoli attimi di conversazione, canto e spassose confidenze di Elisa che ha ammesso di gradire talmente tanto il piacere della tavola al punto d’affermare che se avesse l’età dei suoi genitori non farebbe più caso alla linea perché tanto per noi i tempi di caccia e sculettamenti vari sono oramai conclusi … e quindi mangerebbe a tradimento! Bello che apprezzi la tavola, un po meno che già consideri i suoi genitori sul viale del tramonto … ma ci sta!

Una brezza pungente ci ha accompagnato per la buona cena a base di saporita minestra di zucca, spezzatino di manzo con riso, insalatina di cabbis e carote, birretta e „pudding“ con salsa alla vaniglia come dessert. Per chi, come al mal capitato, aveva la frizzante brezza direttamente sulle cervicali, si è reso obbligatorio correre ai ripari con maglietta, felpino leggero a manica lunga, giacchetto invernale con cappuccio della milonecdream, giacca a vento di mezza stagione e mantellina para vento … tanto per dare un’idea della temperatura!

Dopo una semplice ma funzionale toilette tutti sdraiati, l’uno accanto all’altro, nei nostri tutto sommato confortevoli „bedroll“ con il naso all’insù per gustare un altro momento che non sarà facile scordare. Il cielo atipicamente stellato fino al suolo, una brillante mezza luna che illumina la bianca terra e che riflette ombre, un silenzio assoluto, una stella cadente avvistata tutti assieme e preludio di un desiderio collettivo che non potrà che portarci ancora tanto bene per il futuro e una romantica buona notte alla mia sempre fedele compagna … hanno coronato questa fantastica esperienza … che volere di più dalla vita?

Un abbraccio a tutti voi sfigati che non potete essere qui …

Michele

DOD (Dramma Of the Day)
Litigate con il debole wifi del lodge per postarvi l’articolo di ieri

GOD (Gioia Of the Day)
Dormire sul lago salato in un contesto unico nel suo genere

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Comments
  • Nonni materni
    Rispondi

    Michele, mi sei piaciuto molto nel tuo diario ; scrivi proprio come un grande ; tutti leggono e apprezzano Michele Fazioli ma io dico a tutti di leggere anche Michele Romerio! E una conoscenza che dovete fare nella prosa italiana. Andate dunque su Milonecdream.ch: non vi pentirete, anzi li troverete anche delle magnifiche fotografie. Bacioni a tutto il team.

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