Giorno 07

 In Botswana 2019, Diario di viaggio

Immaginate di stare seduti ad in tavolo da campeggio e gustare uova strapazzate e caffè ed avere tutt’attorno un’infinita superficie lunare ed un tiepido, ma per la circostanza preziosissimo, sole appena spuntato che vi bacia delicatamente il volto dopo una notte che vi ha permesso di lasciare scoperto unicamente il naso tanto le temperature erano rigide. Credetemi è fantastico e sei davvero in pace con te stesso!

Ora, immaginate di avere dormito la sera prima alla „belle étoile“, levataccia all’alba, subito due ore di selvaggio fuori strada, sei abbondanti ed interminabili ore di noioso trasferimento, una multa da 62 dollari per eccesso di velocità, un po di nervosismo a bordo della confortevole 4×4 per la stanchezza, un arrivo a notte fonda al Kahma Rhino Sanctuary Park, poco più di 8-10 gradi, un desiderio di doccia indescrivibile ed una gentile „lady“ che t’informa che l’alloggio prenotato, uno chalet disperso nel sabbioso parco, non solo non ha wifi … ma neanche elettricità e che per avere acqua calda, l’abbiamo capito solo il giorno dopo, bisogna accendere un generoso fuoco che al posto della griglia ha un boiler da piccolo taglio connesso ad una doccia all’aperto … Credetemi non è per niente fantastico e non sei per nulla in pace con te stesso!

Ma andiamo con ordine.

Verso le 10.30 abbiamo lasciato Gweta dopo il rientro dal magico pernottamento sul lago salato per raggiungere dopo oltre 500 km il Kahma Rhino Sanctuary, nuova meta che ci ospiterà un paio di notti nell’omonimo parco nazionale e dove dovremo ammirare qualche bel esemplare di rinoceronte bianco. Come accennato il viaggio non è stato entusiasmante poiché il paesaggio non da grandi spunti ed è simile al lungo tratto percorso precedentemente, complice pure un 106 km/h su un tratto da 80 ed un fastidioso esborso di 620 pula (62 dollari). Ho dovuto giustificarmi con i miei quattro avvoltoi dicendo che non avevo visto il sempre timido cartello segnaletico … ma di fatto non è vero … ma non diteglielo altrimenti mi sbranano vivo …

Dopo un breve sosta a Francistown per un nuovo shopping di materia prima come mutande e reggiseno per le gemelle, già perché oramai ci siamo rassegnati ad accettare la scomparsa della valigia, arriviamo attorno alle 18.30 a destinazione, e qui a quell’ora è già notte fonda!

La voglia di togliersi la stanchezza di dosso e qualche chilo di sabbia era davvero troppa e con coraggio, verso le 20.00, tutti quanti ci siamo docciati all’aperto con temperatura da ipotermia, acqua gelida, al punto che se in quel momento un elefante mi avesse visto il pistolino avrebbe raccontato l’aneddoto alle sue prossime quattro generazioni …, condizioni primitive e tra le urla delle mie coraggiose compagne. L’esercizio è stato tonificante ed un buon antidoto per sopportare una pessima cena fornita dal ristorante del parco che per la verità si presentava sul programma ricevuto con un immagine assolutamente abbellita con „photoshop“.

Verso le 23.00 fine di una lunga e non troppo avvincente giornata ma comunque e finalmente in un confortevole letto caldo.

A domani ed un abbraccio.

Michele

DOD (Dramma Of the Day)
All’improvviso nel minuto abitacolo del 4×4 una delle mie compagne ha silenziosamente profumato l’aria aggredendo seriamente le vie respiratorie dei malcapitati … forse domani vi dico chi è …

GOD (Gioia Of the Day)
Senza alcun dubbio la sensazione del post doccia

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Comments
  • Nonni materni
    Rispondi

    … Io credo di sapere chi ha “inquinato” l’ aria … Ma non ve lo dico !!

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