Giorno 08

 In Diario di viaggio, Iceland 2017

Dopo l’incetta di emozioni accumulate negli ultimi due giorni, oggi l’Islanda ci ha offerto una giornata assai rilassante e sostanzialmente focalizzata a percorrere la statale nr. 1 da Höfn a Eskifjördur, lungo i fiordi orientali dell’isola. Quest’ultimi sono composti da insenature marine strette e profonde, a volte ramificate e tortuose, tra pareti molto scoscese e prodotte da erosioni glaciali. I più famosi si trovano in Norvegia, Patagonia ed ovviamente in Islanda.

La giornata è partita con un morbido ed affettuoso sole, che ci ha fatto ricordare per qualche ora che siamo in estate, ed un piacevolissimo tratto di strada. Il programma prevedeva unicamente la visita di qualche paesino locale sito sulla costa. Francamente le sporadiche quattro case incontrate ci hanno deluso, forse perché ci attendavamo di scattare fotografie da cartolina o forse perché il livello dei luoghi visti negli scorsi giorni era talmente elevato che non poteva che andare così.

Ad eccezione della bella strada panoramica direi che quest’area non offre un granché, tanto che la guida della Lonely Planet cita come attrazione da non perdere la visita di una collezione privata di pietre e minerali accumulati in tanti anni della signora Petra … ad un modico prezzo d’entrata di ca. CHF 10 per adulto … E chi “bip” è questa qua? Ad eccezione della mia sempre insostituibile compagna di vita, che certamente è la più aperta nel provare e sottoporre nuove esperienze, eravamo, all’unanimità, assolutamente contrari ad un “pit-stop” da sta tipa che ho la sensazione che lo Stato le ha permesso d’aprire un museo fai da te pur di non averla ancora in assistenza … ma per una democrazia, a volte con le mie donne molto originale, abbiamo trovato un compromesso accettando di ritrattare qual ora l’aspetto esterno della casa fosse particolarmente allettante … ebbene già a 500 metri di distanza è stato consacrato il “niet” incondizionato ed irrevocabile da noi oppositori, viste la innumerevoli cianfrusaglie accatastate nel giardino d’entrata … evviva la democrazia!

Già verso le 15.30 siamo arrivati a destinazione dove ci attendeva un’originalissima guesthouse posizionata sulla punta di un lembo di terra e con delle buone camere ed un’originalissimo, quanto apprezzato, idromassaggio incastonato in una vecchia barca e con la prua a pochi metri dall’oceano. Sono seguite un paio di ore di riposo, ne avevamo tutti bisogno. In prima serata tutti a cena con una gran fame al Sea House, un locale che agli inizi del 1900 veniva utilizzato dai pescatori per pescare le aringhe e lasciato in disuso per oltre 70 anni e ristrutturato, mantenendo praticamente tutto intatto, solo 10 anni fa. A parte il piatto di pesce ed il dessert che erano da stella Michelin, l’ambiente e l’atmosfera, allietata da un rilassato e divertito clima famigliare, sono da ricordo.

Domani puntatona con in programma un’iniziale spostamento di oltre tre ore, la visita di una cascata che promette bene, di un parco naturale speciale e … udite udite … di tre ore di “whale-watching” … secondo me non vedremo neanche un’aringa 🙁 …

A domani, buona notte e … “stay with us” :)!

Michele

DOD
L’incredibile è successo: mentre innaffiavo liberamente la punta di un fiordo un caprone con il suo piccolino mi hanno letteralmente caricato obbligandomi a chiudere drasticamente la bottega e rifugiarmi alla velocità di Bolt dietro la portiera … roba da matti!

GOD
Le ore di relax nel tardo pomeriggio

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Comments
  • Sergio Gianolini
    Rispondi

    Caro Michele,
    grazie per i tuoi racconti ….
    … noi , avendo trepiidato per Federer, ti informiamo che il nostro grande Rogee ha vinto superbamente per l’ottava volta lo slam di Wimbledon!

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