Giorno 09

 In Diario di viaggio, Portogallo 07.2021

Manca un quarto d’ora a mezzanotte e finalmente mi sdraio, appena docciato, nel confortevole e profumato letto della nuova “guesthouse”, qui a Olhão nella regione di Algarve. I proprietari sono Lara e Dario, lui ticinese DOC e lei di origini portoghesi di Porto, ma più svizzera che mai avendo vissuto per anni in Ticino, e arrivati quaggiù un po per caso prima del periodo pandemico ma con la chiara volontà di dare un taglio ai ritmi di vita frenetici a cui siamo abituati. La struttura offre quattro nuove camere, arredate con buon gusto, in centro alla cittadina, e garantisce squisita ospitalità ed un servizio di prim’ordine. Dire che sono stanco è riduttivo perché la giornata non ci ha risparmiato per nulla, almeno per me … è presto ne scoprirete il motivo!

Ennesima buona colazione, questa volta di primo mattino, perché ad attenderci c’erano circa tre ore di autostrada, rotte dalla monotonia con una deviazione a Cromeleque dos Almendres per curiosare tra gli imponenti monoliti posizionati verticalmente ed utilizzate come luogo di riunione o per rituali sacri, che ad essere sincero tanto ha spinto la nostra personale e fedele guida ma che a conti fatti ha dato moderate soddisfazioni.

Di primo pomeriggio raggiungiamo Dario e Lara per un volante, quanto piacevole, “check-in” caratterizzato da un apprezzato gesto di benvenuto con dolcetto e bevanda rinfrescante, per proseguire alla volta di Tavira, dove la nostra guida garantisce un incontro con la miglior spiaggia del Portogallo, situata sull’Ilha de Tavira poco distante dalla costa e ad un’ulteriore mezz’oretta d’auto. Troppo affollata per i miei gusti ed abitudini. Anche qui carino ma nulla più, il mare, abbastanza arrogante con le sue poderose onde e a cui non siamo abituati, ci diverte per un paio d’ore, mentre la sensazione di nuotare in un’insalatiera, tante erano le alghe intorno e dentro a noi …, hanno manifestato anche qualche fastidiosa sensazione. Se doveste capitare da queste parti e vedere un branzino con occhiali da sole, e per di più da vista …, non meravigliatevi perché come da tradizione, questa volta era il turno di Lorenza, abbiamo lasciato anche qui questo tipo di souvenir …

In tarda serata sorpresa alle nostre fanciulle con una cavalcata di un paio d’ore nella regione. Il programma prevedeva un’uscita a cinque ma quando ci hanno segnalato che durante la notte un cavallo è stato male e che c’era possibilità di cavalcare solo per quattro mi si sono dilatate le pupille come un gatto che avvista una pantegana nell’oscurità … intravedevo, e a dirla tutta anche sognavo, tutto quel tempo comodamente sdraiato in auto all’ombra di qualche pineta per recuperare un paio di cicli di sonno o tuttalpiù portarmi avanti con i quotidiani lavori di redazione …

Nulla di tutto ciò, anzi, è stata la mazzata finale al mio appesantito fisico perché oltre a camminare tutto il tempo accanto ai cavalli, ricordo che queste imponenti bestie hanno quattro gambe mentre io la metà sia in termini numerici che di dimensioni …, ho lottato da vero “iron man” contro temperature afose, lunghi e scomodi tratti di soffice sabbia con scarpe da ginnastica farcite di fastidiose e pure dolorose spine imbarcate dalla limitrofa ed arida sterpaglia e dai numerosi cactus killer, percorso il doppio dei chilometri – al pari di un giovane “border collie” all’esame di licenza per la gestione del gregge – giacché incaricato di produrre pure un servizio fotografico di qualità ed originale alle esigenti clienti. Ciliegina sulla torta: il conto finale che ci ha sorpreso non poco, decisamente sproporzionato al servizio reso, ma quanto meno il giovane organizzatore è stato come qui spesso accade gentile ed educato e ciò ha fatto digerire velocemente l’inconveniente.

Un fantastico ristorantino sul mare ed un altrettanto pesce grigliato, accompagnato da una super bottiglia fresca di buon vino bianco della casa ha cancellato in un batter d’occhio le fatiche odierne, mentre un espresso macchiato, per errore servitomi in stile “Hotel Rotkreuz” di Coira – per chi non l’avesse capito un bidone di caffeina – mi hanno permesso un tranquillo rientro in camera con un’altra mezz’ora di auto e la solita stesura dell’articolo giornaliero … per la gioia mia e spero anche vostra.

Raga: passo e chiudo … 🙂

Michele

GOD
La mezza bottiglia di vino bianco …

DOD
I nuovi occhiali del branzino …

 

PS – L’ultima foto mi ritrae a fine giornata!

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