Giorno 09

 In Diario di viaggio, Iceland 2017

Sono le 23.45 e mi trovo nella scuola di Storutjarnir, un paesino al nord dell’Islanda, dove durante le vacanze estive, per circa tre mesi, la struttura viene trasformata dalla catena alberghiera Edda in una sorta di ostello con camere doppie, semplici, pulite ma estremamente funzionali. Anche qui ci sono le docce ed i servizi al piano e vista la tarda ora non c’è d’attendere alcunché per sciacquarsi di dosso le fatiche di giornata. Con questa geniale trovata si riesce a dare un importante aiuto al turismo senza deturpare troppo l’ambiente con cemento, catrame e lamiere per edificare strutture che alla fine vengono sfruttate pochi mesi all’anno. Per chi fosse interessato a venire qui consiglio caldamente questa catena che, oltre ad essere seria, offre prezzi interessanti.

Ancora una volta sono stanco, ma la voglia di trasmettervi emozioni e scatti odierni, anche con un certo orgoglio, prevalgono su tutto …

Dopo la tranquilla giornata di ieri abbiamo ripreso alla grande. L’impressionante cascata Dettifoss che, con un’altezza di 45 metri, 100 di larghezza e i suoi 500 metri cubi al secondo di massa liquida che precipitano verso il fondo valle, si è presentata come antipasto e come la più potente d’Europa. L’arcobaleno regalatoci durante il servizio fotografico ha tradotto il tutto in un altro momento magico.

Come primo ci sono stati serviti un paio di punto panoramici di maestose rocce ed un canyon a forma di ferro di cavallo, denominato Asbyrgi, facenti parte, assieme alla Dettifoss, al Vatnajökull National Park. Belle le rocce non un granché il canyon.

Il piatto forte di giornata è stato senza ombra di dubbio il “whale watching” che ci ha regalato, durante le tre ore di navigazione nella baia di Skjalfandi, un paio di momenti di quelli che ti porti dentro a lungo. L’avvistare e soprattutto immortalare uno scatto di balena a poche decine di metri di distanza è tanta roba per noi amanti della natura e degli animali e, malgrado uno scombussolamento delle budella nell’ultimo tratto finale di mare moderatamente mosso, figuriamoci se poi era molto mosso, vale la sofferenza.

Interessante sapere che questa baia, grazie alla sua forma concava e all’afflusso d’acqua dolce di due affluenti, raccoglie molte sostanze nutritive che si depositano ed accumulano durante l’inverno, dopo di che, con l’arrivo delle lunghe giornate di luce, le fresche acque della baia si animano di un’enorme quantità di plancton attirando numerosi mammiferi, tra cui le balene che nei mesi estivi si cibano a dismisura per formare un’importante strato di grasso che permetterà loro di sopravvivere durante l’inverno, periodo nel quale non mangiano!

Per cibarsi la balena riempie la bocca di un’enorme quantità d’acqua e la “setaccia” facendo pressione con la lingua verso l’esterno il liquido e trattenendo con i fanoni, una sorta si spazzole, il cibo necessario. Per questo la balena non ha i denti !

Infine come dessert la casa ci ha offerto il solito pesce fresco pescato in giornata ed un delicato tiramisù in un’incantevole posticino sul porto di Husavik.

Che volere di più dalla vita?

Un affettuoso saluto.

Michele

DOD
L’ultima ora in barca è stata dura da digerire … 

GOD
Ammirare e soprattutto sentire a pochi metri lo sfiatatoio della balena! 

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Comments
  • Sergio Gianolini
    Rispondi

    …..
    di fronte a simili spettacoli c’è poco da dire …. stare zitti e goderseli ….e non dimenticare ” grazie a Dio “!!

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