Giorno 11

 In Botswana 2019, Diario di viaggio

Ieri è stato un pomeriggio ricco di emozioni, tanti momenti intensi che ci hanno regalato qualcosa di davvero speciale. Tutto è iniziato con l’arrivo al „camp“ dove immediatamente ci è stato servito uno squisito „lunch“ collettivo nella panoramica sala-tenda da pranzo che offre un unico tavolo e con il quale stiamo condividendolo i pasti con altri 8 americani e 3-4 guide locali. La convivenza è piacevole anche se persiste, almeno per quanto mi riguarda, un certo disagio iniziale nell’affrontare un discorso non nella mia lingua madre. In questi casi un goccio di alcool e un po di spavaldo coraggio sono alla base di un sufficiente risultato.

Subito a seguire la presa degli accantonamenti dove tra l’altro alle nostre girls, eccitate come quando i bimbi dell’asilo escono in giardino per la pausa pomeridiana, sono state assegnati due tende di un lusso, per la circostanza, da non credere ed entrambe munite di 4 posti letto, un soggiorno, un bagno con doccia interna ed esterna ed una generosa terrazza con vista sul fiume ed una distesa di infinita savana arredata di ogni caratteristica di questo meraviglioso continente. Se non era per un dubbio, speriamo infondato, che cotanto, e francamente esagerato, benessere dovesse ancor passare per una strisciata di carta di credito …, avrei pure gioito anch’io come loro … vedremo!

Alle 15.00 tutti riuniti per un breve drink e partenza per il primo safari serale organizzato individualmente e nel nostro caso diretto dalla super guida, Baams, un uomo locale di 37 anni squisitamente educato e tanto gentile, che ci ha portato nella regione della „Paradise pool“, a circa 30 minuti dal campo, in una riserva, appunto il Moremi, di una bellezza mai vista e dove ha surriscaldato le nostre macchine fotografiche; in particolare sulla via del ritorno poco, dopo il famoso aperitivo, quando Elisa, la nostra aquila di casa, ha miracolosamente avvistato e prontamente sussurrato: „Baams stop! I saw something there …“ Non ci potevamo credere … un magnifico esemplare di leopardo femmina stava girovagando, probabilmente in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti, e con la stessa eccitazione dei bimbi dell’asilo abbiamo infuocato le nostre Nikon, in particolare quando è spuntato dal nulla un secondo leopardo, questa volta maschio, dal naso deforme e già noto agli addetti ai lavori. Abbiamo vissuto in questo imbrunire di una qualunque sera invernale intensi momenti e di pieno appagamento, osservare in natura un felino è raro perché sono animali che generalmente appaiono all’imbrunire, di notte o alla mattina molto presto e giustamente qui prima delle 06.30 e dopo le 18.30 è imperativamente vietato entrarci. A proposito di orari: siamo riusciti a far tardi anche al povero Baams tant’è che nel mezzo di questa memorabile avventura, a mo di secchiata d’acqua gelida, ha gentilmente chiesto a tutti di attaccarsi ed assicurare tutti gli zaini perché mancavano pochi minuti alla chiusura del „gate“ e bisognava rientrare al campo!

Questa mattina il programma prevedeva alle 06.00 un risveglio assistito da un piacevolissimo caffè macchiato caldo servito in camera e a seguire una generosa colazione prima di partire per il safari mattutino che è durato fin verso le 11.30. So che il Moremi Game Reserve è parte del patrimonio dell’umanità ma cari amici vi posso assicurare che questo luogo è strepitosamente incantevole e non è secondo a nessuno delle sette ufficiali meraviglie naturali composte da: Victoria Falls, Gran Canyon, aurora boreale, Paricutin volcano, grande barriera corallina Australiana, Monte Everest e la baia di Rio de Janeiro. Qualche immagine per darvi solo un piccolo assaggio ma se siete in zona non mancate di venire qui, mi raccomando!

L’obbiettivo della mattina era di stanare un leone ed immortalarlo con una bella fotografia. Come già detto precedentemente i felini sono sempre meno e le occasioni d’ammirarli sempre più rare, e quando verso metà mattinata ci eravamo un po rassegnati a rimandare l’ambito incontro a miglior data, abbiamo notato che poco fuori dai percorsi ufficiali s’aggiravano tre agitati avvoltoi che, è risaputo, si cibano di carcasse abbandonate. Poteva essere un buon segnale che dei leoni si stavano riposando dopo un succulento pasto … e anche perché poc’anzi un’altra guida ci aveva confermato l’avvistamento due ore prima di due leoni in piena caccia.

Un’altra ferrea regola del parco è il divieto di fare fuori strada e come se non bastasse l’allettante area sorvolata dai nostri tre amici proponeva pure un paludoso ma insidiosissimo modesto tratto iniziale che, nel peggiore dei casi, avrebbe potuto metterci seriamente nei guai in caso di „impantanamento“ ed ovviamente solo se il grande Baams avesse deciso di prendersi questo grande rischio di fare fuori strada!

Lorenza era molto reticente mentre le ragazze ed il sottoscritto abbiamo caldamente spinto la nostra grande guida a tentare la folle avventura. Gli abbiamo pure garantitogli che se del caso saremmo scesi a spingere il veicolo in mezzo a quel pantano … almeno sulla carta avrebbe dovuto essere cosí …

Se prima di leggere l’articolo avete visto gli scatti dei due leoni avrete già capito che tutto è andato a buon fine ma non senza uno spavento quando al ritorno è mancato un nulla a sprofondare nella paludosa zona adiacente alla strada al punto che le ruote impazzite hanno letteralmente inaffiato le portiere di destra creando pericolose testimonianze del misfatto che prontamente sono state cancellate con l’attraversamento di una successiva pozza ed una breve manutenzione di circostanza. I leoni era timidi ed ogni nostro lento e quanto più possibile silenzioso avvicinamento corrispondevano ad un loro pronto allontanamento … ma grazie ad un buon obbiettivo sono comunque riuscito a proporvi la straordinaria bellezza di questi esemplari. Che belle emozioni!

A sorpresa il pranzo ci è stato servito nel mezzo del parco con uno squisito cibo ed un buon bicchiere di vino rosso. Anche questo momento è stato speciale ed ancora una volta la pace dei sensi ci ha raggiunto. Verso le 13.30 rientro nella nostra reggia, doccia all’aperto ed un’oretta di relax prima del safari serale che ci ha regalato, oltre a nuovi e splendidi paesaggi nell’area soprannominata „death trees island“, un cercato incontro ravvicinato con i sempre più rari „wilddogs“ o meglio detti licaoni che ci hanno affascinato al pari dei felini. Bellissimo davvero!

Ottima cenetta e a seguire tutti attorno ad un fuoco per scambiarsi le emozioni della giornata e qualche informazioni sulle nostre vite private, i viaggi fatti e le caratteristiche dei nostri paesi nativi. Il tutto accompagnato da uno piacevolissimo „amarula“, un famoso liquore Sudafricano ottenuto dai frutti dell’albero degli elefanti, la marula, e dal delicato sapore classificabile come il cugino del „baileys“ ma molto meno intenso e dolce.

Verso le 22.30 rientro accompagnato in camera, un saluto all’incredibile porcospino o al piccolo ippopotamo che occasionalmente gironzolano attorno al campo e molto stanchi ma felicissimi ci tuffiamo nel confortevole letto alla ricerca della come non mai apprezzata borsa d’acqua calda che ci cullerà per tutta la notte.

Un abbraccio.

Michele

DOD (Dramma Of the Day)
Non esiste

GOD (Gioia Of the Day)
Un dettaglio: sorseggiare il bicchiere di amarula in compagnia …

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