Giorno 12

 In Diario di viaggio, Iceland 2017

Sono sdraiato sul letto di Elisa, davanti alle mie compagne di viaggio e di vita, in una camera della solita catena di alberghi Edda, ad Isafjördur, paesotto di porto con circa 3 mila anime al centro dei fiordi occidentali.

Fuori dalla finestra c’è un cielo grigio che emana atmosfera più autunnale che estiva ed abbiamo appena terminato una partita a carte. Hanno vinto tutte tranne io ! L’atmosfera è di quelle rilassate ed ancora una volta viviamo scorci di vita che solo all’estero ti sai ritagliare …

Questa sera invece del solito “catch of the day”, il pescato del giorno, ci siamo lanciati in un ristorante “thai” che ha offerto cibo in abbondanza e anche di buona qualità. Avevamo voglia di nuovi sapori dopo dieci giorni di un po monotona, ma sempre ottima, cucina Islandese. Se poi consideriamo che tutti i pranzi sono sempre a base di panini al prosciutto o al formaggio con qualche pomodorino o patatina chips … si capisce di più questa voglia di novità culinaria.

Contrariamente alle previsioni iniziali la mattinata ci ha regalato un cielo parzialmente nuvoloso ed il sole occasionale ci ha permesso d’apprezzare assai la prima parte del lungo trasferimento tra i fiordi, circa 400 km di “zig-zag” tra coste e praterie. Per contro la parte finale è stata incupita da temperature decisamente più fredde e da una luce poco brillante.

Le quasi cinque ore di auto sono passate tutto sommato abbastanza velocemente, anche grazie alla DJ Elisa che ha addirittura portato i genitori ad esibirsi in un memorabile ballo sul ciglio della strada, durante l’ennesimo stop fotografico!

In questa parte dell’isola non esiste il turismo di massa e si stima che solo il 15-20% passi da queste parti. Per quanto visto oggi posso confermare che il paesaggio è di quelli incontaminati. Qualche occasionale fattoria, molti uccelli, pecore, pochi paesini, tantissimo verde ed un buon manto stradale dalla forma di un’infinito “biscione” che si snoda a bordo mare e che tiene noi autisti sempre all’erta perché non esistono protezioni stradali ed un’uscita significherebbe un grave incidente …

Per visitare ed apprezzare questi luoghi è necessario prendersi il giusto tempo. Fare qualche sosta per ossigenarsi e perché no fare anche una penichella. Oltre alla tappa di danza abbiamo goduto di qualche minuto di meditazione ai bordi di una baia ricca di volatili in vena di cinguettare e di una mezz’oretta di piena ammirazione per un gruppo di foche selvagge intente a poltrire a qualche metro dalla strada. Se penso ad alcune nostre quotidiane giornate lavorative, capisco quanto è fuori luogo talvolta la nostra vita.

Domani staremo tutto il giorno a Isafjördur e a dipendenza di come ci alzeremo inventeremo qualcosa da fare.

Un abbraccio.

Michele

DOD
Nulla di particolare

GOD
Il senso di libertà emanato dalle foche avvistate sulla costa

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  • Ari
    Rispondi

    Ragazzi, ciaooooooo! Che magnifiche foto e che bei posti. Ve la godete come sempre!!!! Ora mi leggo tutto quanto avete scritto in questi giorni.

  • Sergio Gianolini
    Rispondi

    Bellissima la foto con le tre pecore ; mi hanno ricordato le sorelle Romerio : quella di destra dev’ essere certamente Chiara, la più alta, al centro, un pò imbronciata c’é Elisa mentre a sinistra bela Nicole!

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