Giorno 15

 In Botswana 2019, Diario di viaggio

Vi sto scrivendo da un aereo fermo a Gaborone in attesa di ripartire per Johannesburg, e sono le 16.15. Tutto ciò non era previsto perché la tratta originale doveva partire da Maun di primo pomeriggio e terminare a Johannesburg proprio a quest’ora … morale: siamo in ritardo per questo scalo non previsto e chissà quali altri motivi. Se non fosse che abbiamo il volo intercontinentale che parte dal Sudafrica alle 19.20 non mi surriscalderei più di tanto ma il fatto è che questa situazione difficilmente non avrà delle conseguenze.

Nel migliore dei casi ci faremo una bella sudata per sbarcare in modalità „transito“ e passare da un lato all’altro dell’aeroporto e salire sull’aereo con destinazione Londra, ma con seri dubbi circa la possibilità d’imbarcare in tempo pure la valigie che AirBotswana s’è eccezionalmente incaricata di farcele trovare a Milano. Anche questa benedetta valigia delle gemelle rischia di rimanere in Sudafrica giacché ci siamo accordati con la British di ritirarla all’ufficio „lost and found“ di Johannesburg che però c’imporrebbe un’oramai impossibile sbarco ordinario con ulteriori controlli e perdita di tempo. Vediamo se riusciamo ad inventarci qualcosa …

Per contro, nella peggiore delle situazioni non solo le valigie restano in Sudafrica ma anche tutti noi … e con quello che costano i biglietti mi girerebbero gli attributi fino a Natale se dovessi metter mano ancora una volta al borsino … e poi anche perché per il ritorno intercontinentale abbiamo riservato dei posti di categoria superiore … ma questo non ditelo alle girls perché è una piccola sorpresa.

Questa mattina abbiamo lasciato il Delta dell’Okavango come l’abbiamo preso, ovvero con un’altra magica ora di „mokoro“, ma con una temperatura più frizzante ed una luce altrettanto straordinaria, ma decisamente diversa, rispetto al tramonto della sera prima. A metà mattinata, rientrati al Thamalakane lodge, ci è stata messa gentilmente a disposizione una camera per docciarci tutti quanti e rimuovere qualche granellino di sabbia e preparare armi e bagagli per il lungo rientro.

All’arrivo all’aeroporto di Maun due notizie contrastanti: il felice recupero della giacca di Chiara presso l’autonoleggio e … lo sgradito ritardo sopra citato …

Ore 16.40 e stiamo per ripartire da Gaborone per Johannesburg e devo chiudere … vediamo come evolve.

Rieccoci, sono le 23.00 e mi trovo a più di 8 mila metri dal suolo … e questo a voi non dirà nulla ma per noi significa che ce l’abbiamo fatta! Abbiamo preso la coincidenza per Londra dopo un’oretta d’incertezza ed analisi della situazione con il formidabile ometto della British Airways che tecnicamente ci ha pure confermato il carico a bordo di tutte le nostre valigie, all’aeroporto di Milano avremo la sentenza definitiva.

In questo momento sto sorseggiando un calice – o forse è già il terzo – di squisito champagne con a fianco la mia vita … la mogliettina particolarmente rilassata e le tre figliole, eccitate come degli impala nella stagione degli amori per la piacevole sorpresa di volare in business. Godiamoci anche questo momento anche perché al rientro al Thamalakane lodge ho scaricato la posta elettronica che mi conferma che da lunedì si riparte con lo stress … magari un giorno mollo tutto, mi compro un „mokoro“ e vado a vivere in Africa! A più tardi.

Ore 09.30 e siamo appena partiti da Londra per l’ultima tratta di questo straordinario viaggio in Botswana. Il volo intercontinentale è stato piacevolissimo, ottimo e raffinato cibo, uno squisito vino rosso proveniente della nostra probabile prossima meta … così dovrete ancora leggermi per sapere quale sarà…, un buon film con il gettonato Bradly Cooper ed un magico sedile trasformato, incredibilmente, per quasi sette ore in un comodo giaciglio al punto di pensare a più riprese che vorrei una tratta ancora più lunga … !

Il tempo di aggiornarvi brevemente sul verdetto di Malpensa e poi chiuderò definitivamente questo diario di viaggio Africano.

La fortuna ci ha baciato perché Milano non ha deluso, tutto è andato a buon fine e quindi possiamo felicemente rientrare a casa dai nostri felini, che non vedo l’ora di spupazzarmeli un po e come solitamente fanno, dopo lunghi giorni di distacco, dormire con loro per non avere troppa nostalgia delle ultime, ora ancor di più, incredibili nottate trascorse in mezzo ad un mondo squisitamente incontaminato e selvaggio.

A presto miei cari … e non dimenticate di curiosare nelle prossime settimane per leggere le individuali ed oramai tradizionali riflessioni finali.

Un abbraccio sincero a chi ci ha seguito e … „we keep in touch“!

Michele

DOD (Dramma Of the Day)
La comunicazione che l’aereo per Johannesburg era in ritardo …

GOD (Gioia Of the Day)
Ripetitivo ma inevitabile: la trasferta mattutina in „mokoro“

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