Giorno 17

 In Diario di viaggio, Portogallo 07.2021

Si dice che per avere la casa perfetta bisogna costruirla due volte … o chi non ha testa ha gambe … modi di dire che fino a poco tempo fa mi lasciavano abbastanza indifferenti ma che ora mi toccano come non mai sempre più!

Andiamo con ordine ed iniziamo dalla fine! Stanchi ma felici di ritornare a casa questa sera attorno alle 23:00 apriamo le porte del monovolume ed una fastidiosa calura ci da il benvenuto. Ci precipitiamo in casa alla ricerca dei gatti e poco dopo, Rocky, con fare sospettoso ma forse anche arrabbiato per la nostra lunga assenza, si presenta per i rituali e collettivi baci e abbracci. Manca all’appello Kody che per la cronaca arriverà un’oretta più tardi con grande sollievo ed infinita gioia per l’intera famiglia.

Iniziamo ad assaporare il peggio della vacanza scaricando e riordinando armi e bagagli. Solitamente alla mamma tocca il lavoro più pesante nello smistare la montagna di indumenti zozzi da suddividere per il lavaggio mentre al sottoscritto aspetta la parte più tecnica di riordino degli apparecchi fotografici, portatili e del TABLET … prezioso e storico compagno di lunga data tanto indispensabile per il diario del giorno con stesura dei testi, selezione delle migliori immagini e pubblicazione degli articoli … insomma per me una sorta di seconda pelle durante le nostre avventure.

Mi si gela il sangue, brutto sentimento, quando non trovo l’iPad nel mio zainetto, cerco nelle altre borse, in macchina, nella valigia … noooooooo, l’ho perso! Ho un vuoto totale in mente ma con ogni probabilità l’ho lasciato in aereo al momento dello sbarco a Milano, non ci posso credere, di nuovo una cazzata! Un sentimento frammisto di rabbia, tristezza ed impotenza mi pervade e non è una bella sensazione. Forse l’aspetto più irritante è aver perso il lungo lavoro fatto in aereo scrivendo il presente articolo ed aver selezionato le foto del giorno, due ore abbondanti di scomodo lavoro. Ecco spiegata la citazione dei due modi di dire che mai come in questo momento calzano a pennello. Pazienza … e come solito, prima impreco a ruota libera (aghfaghfaghfaghf) e poi penso sempre che le mie donne ed i gatti sono in buona salute e per cui va tutto bene.

Sono le cinque di mattino ed accanto al mio micio inizio il lungo lavoro di ricostruzione per rispettare gli impegni, mi convinco che sicuramente la nuova edizione sarà migliore della prima … e chiudiamola qui!

Il giorno del rientro emana sempre un sentimento contrastante poiché da una parte sei dispiaciuto per chiudere un periodo spensierato e leggero mentre dall’altra hai voglia di ritornare a quella parte di quotidianità che inizia a mancare: il letto, una frugale cena, un buon caffè, un buon film, il bagno e naturalmente loro: i micini 🙂 . Poi però pensando che a casa ti aspetta una rognosa casella di posta elettronica, la corrispondenza accumulata sulla scrivania che ogni tanto porta anche qualche “gabola” lavorativa e da lunedì giornate di “mouse”, telefoni ed e-mail ecco che già ti parte l’embolo della “saudade”, per i più ignoranti si veda articolo “giorno 12” per il significato.

Ieri vi promettevo per quest’oggi probabili e particolari fotografie visto che con Nicole ci siamo privati di un’ora abbondante di sonno per raggiungere la scogliera ed immortalarla con i mattutini raggi del sole … ma la delusione è stata parecchia nel vedere, e non considerare, la bassa marea che ha trasformato momentaneamente le meravigliose spiagge sparse tra i numerosi ritagli di roccia in un enorme cumulo di scure alghe ed una sensazione di siccità che a lungo andare ci ha comunque permesso di vivere un insolito mare e scattare comunque qualche interessante immagine. Per fortuna il giorno prima abbiamo immortalato questi magici luoghi con la luce di mezzogiorno, non proprio ideale per i tecnici della fotografia, ma comunque interessanti per un paragone.

Colazione, check-out ed ultimo trasferimento di circa 300 chilometri per riconsegnare il veicolo all’aeroporto di Lisbona ed affrontare un insidioso check-in a causa delle restrizioni Covid non sempre chiare e volubili in qualsiasi momento. Per fortuna tutto bene e con leggero ritardo prendiamo il volo, come da tradizione tutti per mano durante la fase di decollo, alla volta di Milano. Un salto in pizzeria a Como ed in tarda serata rientro alla base, chiudendo definitivamente l’avventura portoghese.

Era buona abitudine chiudere le mie testimonianze con una riflessione finale personale, e quando ho potuto, con anche quella delle mie compagne, in tal senso assai lazzarone. Ho sempre pensato che un giorno, quando non ci sarò più, le ragazze potranno rileggere questi preziosi tesori di famiglia rievocando il meglio della loro gioventù e magari preservando un miglior ricordo di coloro che le hanno messe al mondo … mi piace pensare così!

Questo viaggio è forse il primo che non stimola neanche il sottoscritto a questo atto finale giacché il popolo lusitano, il territorio, la cultura e le tradizioni sono comunque figlie di un mondo occidentale, ovviamente riferito alla parte europea, che tutto sommato appartiene anche a noi elvetici e quindi con relative poche novità.

E poi, a richiesta di un paio di riflessioni finali, già mi sento dire dalle due più giovani pollastrelle: … eh no! non cominciare a rompere con questa storia … (Elisa) e … ma non so cosa scrivere, e poi chi c’ha voglia? … (Chiara) mentre la più anziana (Nicole) … adesso non ho tempo!

Non mi sento di insistere per le ragioni sopra esposte, tuttavia a “random” potrei concludere come segue: il Portogallo che abbiamo trovato è un paese sicuro e ben organizzato, la parte settentrionale è ricca di coltivazioni e vigneti mentre quella meridionale più arida ma dalle infinite e collinose distese, le coste sono imponenti e costantemente schiaffeggiate da un possente oceano Atlantico, il clima regala escussioni termiche che oscillano dai 27-30 gradi diurni ai 17-20 notturni, almeno in questo periodo, ed il sole ed il vento sono sempre presenti per la gioia di coloro che amano la tintarella ed il surf. Del cibo buono già vi ho raccontato, comunque il pesce è un “must”, e i vini corposi sono meritevoli e a prezzi abbordabili. Guidare sulle autostrade è sicuro ma non troppo economico, le “guesthouse” sono preferite alle grandi strutture alberghiere, c’è più sapore locale ed un trattamento più personalizzato con le squisite colazioni preparate dai proprietari o parenti e certamente le due grandi città, Lisbona e Porto, sono assolutamente da visitare se si passa da queste parti. Per quanto osservato il popolo lusitano è gentile ed educato, fisicamente c’è un po’ di tutto ma prevale l’arrotondamento con capelli e carnagione scura. A domanda ritornerei in Portogallo? Direi proprio di sì anche perché in poco meno di tre ore di volo da Milano raggiungi la regione dell’Algarve che certamente ha ancora tanto da mostrarci.

Con questo chiudo ufficialmente il mio diario e di tutto cuore vi ringrazio per l’interessamento ed auguro a voi e vostri cari una splendida estate e continuazione di vita.

Un affettuoso abbraccio.

Michele e tutto il resto del team di Milonecdream 🙂

 

GOD
Rientrare in patria senza alcun problema di COVID, già perché era un po’ che mi frullava in testa cosa sarebbe stato di noi se qualcuno l’avesse contratto? In quale struttura saremmo stati trasferiti e per quanto tempo ci saremmo rimasti?

DOD
Sentire al rientro il sangue scorrere nelle vene dopo aver realizzato la perdita del mio adorato iPad!

 

PS –  Un immenso grazie alla suocera ed il suo staff per averci fatto trovare la casa, come sempre, pulita ed in perfetto stato, sapendo anche della complicazione del giardino e della sciagurata grandinata che in poche parole ha distrutto tutto quanto … grazie Rosy d’esistere e a buon rendere!

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