Giorno 17

 In Diario di viaggio, Malaysia 2023

Mataking è un’isola dalle modeste dimensioni e ha quale particolarità d’essere collegata per una quindicina di ore al giorno ad un bellissimo isolotto, per intenderci quello del servizio fotografico delle “girls”, tramite una lunga lingua di sabbia che appare e scompare a dipendenza dell’alta e bassa marea.

È molto suggestivo ammirare ogni tarda mattinata il gioco d’acqua che lentamente scopre la via di collegamento e ancor più suggestivo vedere inizialmente camminare le persone a fior d’acqua come se interpretassero uno storico passaggio della Bibbia, quello dedicato a Mosé dove con un miracolo aprì al popolo ebreo un passaggio in mezzo al Mar Rosso per liberarli dalla schiavitù d’Egitto.

Ieri vi narravo del magico ambiente sottomarino, paragonabile ad una fiaba e, come in ogni storia di questo genere, non può mancare l’orco, l’uomo nero che rovina tutto.

Molto spesso la barriera corallina si alterna a splendidi tratti, variopinti e ricchi di vita, ad altri, insipidi, semi deserti ed in bianco e nero. È proprio l’essere umano che si rende protagonista di questa triste realtà perché incurante degli immensi danni materiali che causa con barche a motore, ancore sfascia fondali, tonnellate di plastiche gettate a mare, costruzioni abusive e tanto altro. Tutto a vantaggio del turismo da reddito e quindi alla fine del Dio soldo.

Non voglio fare il moralista perché in parte anch’io contribuisco al degrado del pianeta prendendo in poco più di quindici giorni qualcosa come una decina di aeroplani … ma vedere atteggiamenti così non curanti delle anche più basilari regole fa male e rabbia.

Dal ritorno dalla nostra oretta di snorkeling familiare, sulla piccola isola adiacente, noi genitori abbiamo dedicato una mezz’oretta a raccogliere parecchio materiale plastico tra la sabbia del tratto di congiunzione. I tappi di bottiglie PET hanno letteralmente dominato la scena, o meglio l’oscenità, con a seguire sacchetti di plastica, pettini per capelli, maledette cannucce e altro materiale plastico. All’arrivo sull’isola principale Loli ha informato i due bagnìni, che per l’occasione cazzeggiavano con lo smartphone … per la serie è meglio non annegare da queste parti, di tanta sporcizia e suggerito di aiutare a tenere pulita la zona, non fosse solo per fare gli interessi del proprio datore di lavoro …, ma la sensazione è che qui come in tantissimi altri luoghi che abbiamo girovagato per il mondo il senso morale per questi aspetti non è sicuramente primario e la voglia di fare concretamente qualcosa resta utopia.

Dobbiamo educare i nostri figli, sensibilizzare, insegnar loro che il pianeta va rispettato e che un piccolo gesto, come non gettare in mare il tappo della bottiglia di plastica, conta più di un “summit” dei G20, che francamente hanno perso da anni credibilità per tanto inconsistenti sono i loro meeting faraonici.

Nel pomeriggio ultima nuotata sopra il “reef” circostante con la squadra al completo e incontro finale, sempre affascinante, con una bella tartaruga che lentamente prende il largo e ci saluta sapendo che mai ci rivedremo. Noi vecchietti ci concediamo un buon cocktail di Pina Colada a bordo spiaggia e davanti all’immensità del mare che sprofonda lentamente nell’oscurità mentre le “twins” si concedono un massaggio rilassante al centro SPA.

Serata con cenetta sul pontile del ristorante ed il gorgoglìo del mare  in sottofondo che ci ha accompagnato tra un’armoniosa chiacchiera e l’altra.

Abbraccio da quest’isola incantata e a domani.

Michele

GOD
Il cocktail di Pina Colada dopo un periodo di quasi astinenza d’alcool

DOD
Una sfigata scottatura alla schiena, malgrado la crema solare 50, che credo d’essermi beccato anche grazie all’ infausto lavoro di pulizia in spiaggia

FDG

https://instagram.com/p/CumrvKHPTfe/

Recent Posts

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Not readable? Change text. captcha txt

Start typing and press Enter to search