Giorno 18

 In Argentina 2013

Olà!

Giornata nuovamente dedicata alla visita dei vari Canyon con trasferimento a Purmamarca, piccolo paesino turistico e molto spartano, dove trascorreremo due notti prima dell’ultimo atto di Buenos Aires. La località si trova a tre ore a nord di Salta e la pensioncina è molto accogliente. Ad attenderci, oltre al solito gentile proprietario, c’erano Giulio Cesare e Cleopatra, due simpaticissimi lama che, con il recinto adiacente alla nostra caratteristica cabanas, hanno allietato i tempi morti delle gemelle. Chiara, in particolare, manifesta un marcato senso d’attrazione verso gli animali ed adora occuparsi di loro, come dare del cibo a piccioni, uccellini, cani randagi, cavalli e lama. Mi sa che da grande farà qualcosa con loro, che bello.

Quest’oggi abbiamo viaggiato “solo” cinque orette alla scoperta di altri luoghi pazzeschi, non so più quali aggettivi usare per rendere l’idea di quanto stiamo vivendo. Le immagini si riferiscono al “Cerro de siete colores” e alle “Salinas Grandes”, quest’ultime situate ad un’altezza di ca. 3’100 m e grandi poco più di 500 km2 … In questo misterioso luogo c’era un lago salato che si è prosciugato lasciando un corposo strato di sale, le singolari fotografie ne sono un piccolo assaggio.

Una curiosità: per arrivare alle Salinas, da Purmamarca, bisogna percorrere un passo la cui cima è situata a ben 4’170 m!, anch’esso singolare e molto, molto panoramico. Non abbiamo registrato particolari effetti d’altitudine forse anche perché dove dormiamo è alto ca. 2’100 m.

Alle 22.00, giusto in tempo, cenetta a base di ottimo pesce alla plancha con verdure bollite nel piccolo centro di Purmamarca e tutti a nanna perché domani ci sarà, sostanzialmente, l’ultima gita in altri luoghi considerati patrimonio mondiale dell’Unesco …

Buona notte.

Besos

Michele

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Comments
  • Valentina Valvo
    Rispondi

    Davvero un viaggio emozionante. Complimenti all’ideatore dell’itinerario.
    Le foto pubblicate oggi hanno qualcosa di magico: luoghi senza tempo, dove l’uomo è quasi un intruso. Vorrei essere un condor e sorvolare dall’alto queste distese…

    Saluti a tutti,
    Roberto

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