Riflessioni finali – Chiara

 In Diario di viaggio, Namibia 2016

Riflessioni finali

Ecco, adesso mi tocca scrivere la riflessione finale e come sempre non so cosa scrivere, classico!

Comunque cercherò di fare del mio meglio come tutti gli anni d’altronde, e cercherò di farvi divertire e di essere originale.

Arriviamo al dunque:

La Namibia è una nazione interessante, perché mostra molte ” facce” ed ognuna è diversa dalle altre. In questo paese c’è di tutto dal più arido e spietato deserto al più dolce e melodico mare; dovunque gli occhi si posano si vedono solo delle meraviglie che non potresti dimenticare mai. A me piacciono molto gli animali e quindi la parte dove abbiamo fatto i safari per vederli mi è piaciuta più di tutte, ad eccezione per il volo in mongolfiera: cosa ultraterrena!

In questa riflessione farò un commento generico racconterò solo le cose che mi hanno suscitato più emozioni di tutte: allora, la mongolfiera, Etosha National Park, la città fantasma, l’ Africat e il Fisher River Canyon ma andiamo con ordine:

Il Fisher River Canyon, il secondo canyon più grande al mondo, ovviamente dopo al Grand Canyon. Siamo arrivati a vederlo quando i raggi lo stavano  esponendo alla luce e lo facevano riflettere in tutta la sua potenza. Sul fondovalle la poca acqua scorreva timidamente verso l’uscita del canyon. È una bellezza della natura, è stata creata dal fiume che ha scavato la roccia per anni e anni.

La città fantasma è una città abbandonata molto tempo fa; è stata costruita perché era vicino alla miniera di diamanti ma essa si è esaurita precocemente prima del previsto e quindi non c’era motivo di non abbandonarla. È una città spettrale e a me è piaciuto molto, primo perché abbiamo fatto la gara di fotografia e il sono arrivata seconda (cosa che non succederà mai più nel resto della mia vita) quindi possiamo dire che è stata una bella gara e secondo perché non avevamo mai visto nulla del genere, la sabbia che entra nelle case senza alcun permesso, le pareti che si scrostano continuamente sotto l’ attacco dal vento impetuoso il tutto reso molto spettrale.

Il volo in mongolfiera diciamo che è stato l’epico dell’ intera vacanza l’esperienza più emozionante si tutte. Allora, siamo saliti su questo cestino molto grande e il nostro capitano Denis ci ha portati a sfrecciare tra i cieli. Io all’inizio, al decollo, ho preso paura perché soffro un po’ di vertigini e pensavo di stare male ancora una volta come la mia zia France ma è andata tutto bene bé all’inizio ho avuto paura e le vertigini si sono fatte sentire e ho cominciato a sudare a freddo ma dopo è andata tutto a meraviglia come previsto. Questo volo in mongolfiera voleva essere una sorpresa per noi tre figlie che ci avrebbero fatto i nostri genitori ma questo non è stato possibile perché datoci il programma l’abbiamo scoperto e quindi niente più sorpresa ma va bene anche così. Eravamo in alto nel cielo e il calore della fiamma che, ogni tanto Denis lanciava su per il pallone, e mi stavo facendo dei selfie adrenalina a mille e emozioni molto confuse dentro di me quando il sole a cominciato a fare capolino oltre una montagna e ha illuminato la nostra mongolfiera con fare dolce. Eravamo in tre palloni ed è una fortuna perché se non c’erano le altre le foto non si potevano fare perché era quasi impossibile fare delle belle foto con il nostro pallone. Abbiamo sorvolato, a mio parere in modo molto lento ma alla fine ho scoperto che andavamo alla velocità del vento più o meno 25/30 km orari il Sossusvlei un deserto con le dune di sabbia rosse potete immaginare che colori si sono formati quando è spuntato il sole. E stata un’ esperienza  indimenticabile è difficile scrivere a parole quel giro in mongolfiera ma ho fatto del mio meglio per descriverlo.

Etosha National Park è stato un po’ come al Kruger Park in Sud Africa però abbiamo visto degli animali diversi e imparato cose nuove. Lo sapevate che il piccoli di rinoceronte nero appena nato mangia la  cacca della mamma per abituarsi a mordere i legni duri del sottobosco? Oppure lo sapevate che le giraffe quando partoriscono stanno in piedi e il piccolo cade da un’ altezza di 1,4 metri , questo serve per fargli aprire i polmoni e prendere la prima boccata d’aria della sua vita? Bè diciamocelo questa è la natura è speciale e pazzesca per ogni animale inventa strategie diverse per sopravvivere. Fantastica Natura! Allora di animali abbiamo visto: le giraffe belle e eleganti, le zebre giocose e belle, gli orici, li spreengbok, gli steenbok, i kudú, i waterbok, gli elefanti maestosi e saggi, la iena, i leoni imponenti, il bellissimo leopardo, gli gnu, i damara dik dik, i facoceri, gli scoiattoli, l’heland, i rinoceronti (sia bianco che nero), gli avvoltoi, le manguste, il nyhala e vari volatili. Lo ammetto il leopardo non l’abbiamo visto bene e i leoni non erano un gran che però è meglio di niente, ma non sapevamo che li avremo visti meglio. Dato che la stagione era secca gli animali si radunavano alle poche pozze rimaste,non ancora prosciugate dal sole, e in quel momento si potevano vedere molti animali di diverse specie tutti radunati e fare fantastiche foto.

Per ultima tappa dopo l’Etohsa National Park siamo andati a l’Africat un centro recupero di ghepardi e leopardi. Dentro a questa riserva subito all’inizio abbiamo visto due ghepardi sdraiati sulla strada, noi non ci credevamo perché vedere i ghepardi era il nostro sogno. Dopo questo incontro siamo andati con una guida a vedere il leopardo che mangiava: una cosa bellissima il leopardo a un portamento elegante e fiero è una creatura bellissima con il suo manto macchiato e i suoi occhi che ti guardavano in segno di sfida bello, bello e ancora bello. Dopo il leopardo siamo andati a vedere i ghepardi degli animali snelli e veloci come il vento possono raggiungere i 116 km orari ma dopo devono riposare per 30 minuti. A me piacciono di più i leopardi perché sono più proporzionati rispetto hai ghepardi.

La vacanza in Namibia mi ha lasciato a bocca aperta, non credevo che fosse così bella, ma ritiro ciò che ho detto all’inizio e dico soltanto bella bella e bella. Ogni tanto non sono riuscita a descrivere le emozioni ma lo dico erano momenti che con le parole non ci si poteva rendere conto di com’era.

Chiara

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