Riflessioni finali – Chiara

 In Iceland 2017

Come alla fine di tutti i viaggi è arrivato il momento di fare le riflessioni finali…e ovviamente non si sa mai che idea originale posso utilizzare per rendere questo testo più interessante e divertente. La mia mente sfortunatamente non collabora e quindi l’idea non è stata formulata. Vabbè, cercherò di fare come al solito. 

Iniziamo dal mio integramento con la famiglia: devo dire che a parte qualche battibecchi con mio papà e con mia sorella è andato bene sinceramente mi aspettavo di peggio sopratutto con la Nicole perché di solito con lei faccio sempre una litigata; per cui sono felice di constatare che ci siamo tollerati a dovere, gli ultimi giorni peró ero stufa di avere la famiglia intorno e quindi mi arrabbiavo facilmente. L’Islanda, se uno mi chiedesse com’è l’Islanda gli risponderei che è un paese simile alla svizzera per certi versi come per esempio l’acqua buona (solo fredda peró) ma per certi versi è completamente diversa. A questa nazione di sicuro non mancano le cascate e le bocche aperte dei turisti che fissano sconvolti le bellezze della natura di questo paese. Se uno mi chiedesse come mi è sembrata gli risponderei che è un paese ricco di bellezze naturali e che non esistono città ( tranne Rejkiavic) e che assomiglia alla svizzera. Ora voglio raccontarvi di quando il balenottero si è arenato e delle mie emozioni. Quando mio papà ha visto qualcosa sulla spiaggia, mi sono subito voltata e ho guardato nella direzione che mi indicava, ho visto un ammasso ti qualcosa che non sapevo poi, ho visto che si muoveva, allora ho subito pensato che fosse un delfino arenato. Avvicinandomi sempre di più mi sembrava troppo grande per un delfino e infatti alla fine si rivelò un balenottero. Quando ‘ho visto il mio primo pensiero era quello di aiutarlo di spingerlo in acqua di bagnarlo ma, ovviamente mi hanno trattenuta sia la mia coscienza che la mia famiglia. L’attesa mentre aspettavamo i soccorritori è stata molto pesante io che volevo aiutarla ma non potevo e lei sofferente sulla spiaggia. Alla fine sono arrivati i soccorritori è da come si muovevano e da come erano lenti ho capito che erano inesperti e ho pregato al cielo che ce la facessero. Alla fine il mio cuore ha ripreso a ribattere quando ho visto il balenottero in mare che riprendeva vivacità. Anche la cavalcata mi è piaciuta molto, suppongo perché i cavalli li apprezzo, ma comunque farla nei paesaggi dell’Islanda con qualche galoppata mi hanno dato un senso di libertà e di pienezza. Ringrazio i miei genitori che mi permettono di fare questi viaggi e di scoprire quanto il mondo sia grande e bello. Grazie mille!

Chiara

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