Riflessioni finali – Lorenza

 In Diario di viaggio, Namibia 2016

Riflessioni finali

Sono qui fuori dalla mia casetta a Tsumkwe osservando il sole che lentamente cala con una birra in mano (saranno le brutte abitudini tedesche?) assaporando la calma e tranquillità di questo posto. Qualche muggito in lontananza o qualche chiacchiericcio lieve mi rendono cosciente che non sono fuori dal mondo. Ripenso a questa vacanza in Namibia giunta quasi al suo termine e non posso fare a meno di ricordare le tante emozioni ed esperienze vissute! Quanti paesaggi diversi e tutti spettacolari e quante etnie incontrate ognuna delle quali con le sue peculiarità e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Sono stati sicuramente dei giorni intensi, con lunghi spostamenti e con pochi momenti di pausa soprattutto per il nostro uomo tuttofare (dall’autista, al capo redazione, al capo team!) ma posso sicuramente affermare che la Namibia è un paese assolutamente da visitare! Mi hanno particolarmente colpito il Fishriver Canyon, la città di Kolmanskop, il giro in mongolfiera, le dune di Sossusvlei, le otarie dell’oceano Atlantico, la città di Opuwo con il suo miscuglio di etnie, le cascate di Epupa, la notte al Dolomite Camp (ero abbastanza terrorizzata dal ruggito del leone!), tutti gli avvistamenti di animali all’Etosha Park come pure gli incontri con le varie popolazioni Himba, Herero e San. Ma in assoluto non potrò dimenticare la grandezza e la tranquillità di questi paesaggi che ti avvolgono in un caldo abbraccio. È un pò come sentirsi a casa, appagati da tutto quello che si vede attorno e allo stesso tempo in pace con sè stessi! Sarà perché, come ci spiegano gli antropologi, tutti noi siamo discendenti dagli africani o forse perché di fronte a tale bellezza tutto il resto non conta, sta di fatto che,  malgrado la stanchezza per questo girovagare,  potrei ancora rimanere qui!

Ora sono sull’aereo e stiamo per atterrare a Zurigo. Malgrado il disguido iniziale legato alle valigie trovo sempre confortevole viaggiare con Swiss; sará x la cucina che non è così male, o per i film in italiano o per i sedili pieghevoli …

La Namibia porta in modo molto evidente i segni del colonialismo tedesco. Alla fine del 1800 era considerata una parte di Germania all’estero (Africa Tedesca del Sudovest) e molti tedeschi emigrati lì hanno fondato città, costruito edifici, chiese e ristoranti dal tipico stampo germanico. Se da un lato questo ha portato dei benefici soprattutto a livello di sviluppo urbano e tecnologico, dall’altro ha cancellato per sempre comunità indigene che non accettavano la supremazia tedesca. La strage degli Herero del 1904-1905 ne è una conferma e questo non fa onore ai nostri antenati europei. Personalmente considero la colonizzazione un atto incivile, che dietro a motivazioni di tipo morale, religioso o di sviluppo cela semplicemente una barbara sete di potere  e dominio da parte dell’uomo. A causa della sconfitta tedesca nella prima guerra mondiale la Namibia è stata “data in affidamento” allo Stato del Sudafrica che l’ha sfruttata fino alla data della sua proclamazione d’indipendenza nel 1990. Ritengo che ogni tribù, etnia o Stato debba avere il diritto di vivere ed organizzarsi come meglio crede (nel rispetto dei diritti del singolo individuo) senza che qualcun altro venuto da fuori si permetta di giudicare e di imporre con la forza nuove regole. Nessuna razza è superiore alle altre, e la nostra diversità deve essere invece un punto di forza dal quale attingere le molte risorse per vivere al meglio su questo pianeta. Solo con il rispetto reciproco, il sostegno e la collaborazione potremo considerare la nostra società civilizzata ed evoluta! E per ottenere questo ci vuole l’impegno di tutti!

Buon lavoro?

Lorenza

Recent Posts

Leave a Comment

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Not readable? Change text. captcha txt

Start typing and press Enter to search