Riflessioni finali – Lorenza

 In Myanmar 2018

Carissimi,

Il Myanmar è una terra ancora poco frequentata dai turisti che si sta lentamente aprendo all’occidente con un passato movimentato e con una posizione geografica impegnativa in quanto si trova tra due grosse potenze: la Cina ad est e l’India ad ovest dalle quali oltre che farsi aiutare per lo sviluppo economico e tecnologico deve anche difendersi da ingerenze politiche e territoriali. A sud confina con il mare, mentre a nord con la catena himalaiana, è un insieme di 34 etnie con 20 lingue diverse in cui la razza birmana è in maggioranza, ma dove i fuochi d’indipendenza non mancano.  Dopo 20 anni di dittatura militare in cui la popolazione era controllata in tutto e la libertà di pensiero non esisteva il popolo birmano grazie alla perseveranza ed alla tenacia di una donna Aung San Su Chi è riuscito a liberarsi da questa sottomissione e ad ottenere almeno una parvenza di democrazia. Come sempre succede in questi casi però l’abolizione del vecchio potere ha lasciato spazio a nuovi moti di ribellione in cui ogni etnia cerca di ottenere il meglio per sé stessa, a discapito di un bene per la collettività dell’intero paese. Auguri Aung San Su Chi hai un compito molto difficile da portare avanti, un fragile accordo che rischia di essere compromesso ad ogni decisione importante, come quella sugli indigeni Rohingya.   Si tratta di una popolazione che vive al confine con il Bangladesh e dal quale è emigrata negli anni 70 per questioni di lavoro e si è stabilita in questa regione portando la sua cultura e religione. Al contrario della maggioranza dei birmani i Rohingya non sono buddisti bensì musulmani quindi hanno costruito moschee e minareti, e seguono i dettami dell’Islam come quello di potersi sposare con più mogli. In Myanmar il buddismo non è solo una religione,  è uno stile di vita; la maggior parte dei bambini(sia maschi che femmine) ha svolto un periodo di noviziato presso un monastero, spesso come formazione per i bambini di famiglie abbienti. Si radono la testa come simbolo di distaccamento dalle cose frivole, indossano il saio e vivono in comunione con gli altri monaci seguendo regole ben precise, pregando, studiano, chiedendo l’elemosina e condividendo tutto. Una vera scuola di disciplina e collettività! La figura del monaco è vista con grande rispetto ed ammirazione e gli insegnamenti del Buddha rispettati con lo scopo di ottenere sempre più meriti per vivere la prossima reincarnazione ad un livello superiore fino ad ottenere il nirvana, il massimo livello di illuminazione.  E’ in questo contesto che deve essere vista la problematica dei Rohingya, dove malgrado le sollecitazioni da parte dell’occidente con le dichiarazioni di Barak Obama che inducono al rispetto dei diritti umani e delle diverse culture Aung San Su Chi deve anche tenere in considerazione il pensiero del suo popolo che non vede di buon occhio queste etnie che non sono buddiste e che minacciano la loro cultura e tradizione.

Del Myanmar mi hanno sicuramente colpito le innumerevoli costruzioni sacre sparse ovunque anche nei siti più disparati creando dei panorami stupendi ed anche sorprendenti. Ne abbiamo visitate diverse (forse un po’ troppe…) ed in alcuni casi alle statue di Buddha venivano affiancati anche le rappresentazioni degli spiriti, simbolo quindi di questa mescolanza tra vecchie tradizioni e credenze.  Durante le nostre visite abbiamo incontrato centinaia di pellegrini che si recavano in questi luoghi per nutrire la loro grande fede e devozione a Buddha portando offerte e preghiere. E’ veramente incredibile vedere come la religione sia parte intrinseca del loro modo di vivere; non si può scindere il buddismo dalla quotidianità. Per noi occidentali questo ci dovrebbe far riflettere sul ruolo che diamo noi oggi alla nostra religione e alla nostra sfera spirituale presi come siamo dal vortice del mondo materiale……….!

come oramai saprete non amo scrivere, faccio fatica ad esprimere con parole i miei pensieri e le mie emozioni, a mettere nero su bianco le esperienze vissute, ma come come membro del Milonec Team me tocca!!!

Il profilo di Bagan, il lago Inle (seppure con il cattivo tempo),  il tempio del monte Pope (anche se faceva ribrezzo la sporcizia della sua scalinata), come pure il bellissimo tempio principale di Jangon o la magnetica Roccia d’oro rimarranno impressi nella mia memoria! Grazie Myanmar per le emozioni che mi hai fatto provare!

Lorenza

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